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IL MARMO DI MUSSO



Le cave di marmo di Musso sono poste all'interno di un complesso denominato “Sasso di Musso”, promontorio che separa il territorio di Musso da quello di Dongo.


Il marmo di Musso nell'antichità


Si sà per certo che già dal primo secolo dopo Cristo le cave venivano sfruttate dai Romani: ciò è comprovato dal ritrovamento di manufatti di quel periodo in marmo di Musso a Chiavenna, Vendrogno, Sorico, Laglio, Appiano Gentile, Incino, Cabiate, Alzate Brianza e Como. Eccellente testimonianza dell'impiego del marmo di Musso in epoca Romana sono le colonne della basilica di San Lorenzo a Milano.

Nella stessa Musso, alcuni anni fà, in località Terza vennero ritrovati i resti di una scalinata e alcune basi di colonne, sempre in marmo; questi dovevano far parte di una villa Romana situata sul tracciato dell'antica Via Regina.
Nel giorno 26 Giugno 1906, nei lavori di ampliamento della strada statale a Musso, vicino alla capella dedicata a San Carlo Borromeo, veniva alla luce un'ara Romana in marmo di Musso, alta cm 65 con la tavola dei sacrifici di cm 80 x 50. Si trovava a mt. 1,5 sotto il terreno e, nota interessante, intorno ad essa anche i resti murali del tempietto che la racchiudeva. Dedicata à Diana, dea della caccia, reca sul fronte la scritta: “a Diana devoto il nume Mestrio, sciolse il voto volentieri meritatamente”. Oggi è conservata presso i Musei Civici di Como.

Il marmo di Musso dal Medioevo alla fine dell'Ottocento


In epoca Medioevale il marmo di Musso ebbe large impiego nella costruzione del duomo di Como, in particolare nella cupola, nella facciata e nel vicino Broletto. Nel 1589 la bianchezza e lo splendore dei marmi della cattedrale colpì il vescovo Ninguarda che visitandola la definì: “Intus e et fori ex candido marmore constructa”.

Un documento datato 2 Ottobre 1621, conservato presso l'archivio di stato di Como, offre una preziosa testimonianza riguardante l'impiego del marmo di Musso. Dal documento si evince che una volta cavato il marmo veniva portato a Dongo tramite dei carri, il blocco non doveva superare le tre braccia di lunghezza e, una volta raggiunta la riva del lago, veniva caricato su delle navi, poi trasportato fino a Como per un prezzo di “libbre quarantadue” per ogni nave caricata.

Le cave di Musso in epoca contemporanea


La storia delle cave di Musso sembra essere legata a doppi filo a quella del duomo di Como. È infatti in occasione dei lavori di restauro della cattedrale che si dà nuovo impulso alla riapertura di esse. Nel 1896 le cave risultano concesse alla ditta Guido Fossati Costruzioni Decorative di Milano. Nel 1897 sono affittate alla ditta Bogani Antonio dei fratelli Bogani di Milano per una ciffra di Lire 400.

Nel 1911 è con l'arrivo della ditta S.A. Luigi Scalini che si aumentò l'attività estrattiva delle cave, che sino ad allora era stata eseguita esclusivamente a mano. Tale ditta si avvalse sempre più di mezzi meccanici e sopratutto del “filo elicoidale”, nuovo metodo estrattivo che rivoluzionò la tecnica per il taglio dei blocchi di marmo.
L'attività della ditta Scalini prosegue attivamente per più di trent'anni sino all'8 Aprile 1960, data in cui la società fallisce a causa delle insolvenze presso i creditori. Nel 1966 Serafino Fasoli, amministratore della Marmi Mecca SpA di Bolgare (BG) inoltra formale richiesta al comune di Musso per ottenere la concessione di sfruttamento delle cave di marmo, concessione approvata con delibera della giunta comunale in data del 16 Novembre 1966.

Negli anni settanta le cave non vennero quasi più sfruttate. Fù la sovrintendenza ai monumenti che decise di bloccare i lavori per salvare almeno qualche pezzo del castello del Medeghino. Infatti l'escavazione del marmo ha distrutto gran parte dei ruderi e sopratutto la cava sul versante di Dongo ha lasciato una grossa voragine che ha cambiato irreparabilmente il profilo della montagna.

Fù così che i ruderi rimasero lì, sospesi tra le due cave, in attesa che l'erosione del tempo porti a termine l'opera di distruzione iniziata dalle truppe Svizzere e continuata incontrastata dai vari affituari delle cave.

it/marble_intro.txt · Last modified: 2018/02/04 16:10 by admin